Amare il mare


Menù principale
Novità

Comune

Sportello Online

Informazioni

Servizi

Associazioni

Proloco

Web Links

Dove siamo

Ambiente e diritto




 

AREA VERDE

PASSEGGIATA

PANORAMICA

PASSEGGIATA

AL MARE

GIARDINI

INTRODUZIONE

L’ubicazione geografica, l’esposizione ai venti, le caratteristiche geomorfologiche, nonché quelle idrogeologiche ed ambientali, hanno giocato sin dal passato e dettano nei tempi moderni regole comportamentali nelle attivita’ antropiche, evidenziando il ruolo condizionante delle caratteristiche geologico naturali e ambientali.

Ricca di pecularietà geologico e vegetazionali con fossi e falesie intensamente vegetate, il territorio presenta diverse emergenze acquifere che sono poi la causa principale dell’istabilità in alcuni versanti pedasini.

La zona si è dimostrata ideale sin dal passato all’insediamento umano tanto si evince dai numerosi rinvenimenti preistorici avuti nell’area e in realtà limitrofe attualmente in studio presso Università e Soprintendenze italiane.

La breve storia della zona è condizionata dalla presenza in loco di un importante corso fluviale, da cui il paese da quasi trecento anni ne trae il nome, in passato anche parzialmente navigabile; L’asse fluviale insieme al singolare profilo dei versanti ad andamento antiappenninico della valle dell’Aso, sono state oggi come allora, facile via di accesso alla colonizzazione prima delle civiltà pre e protostoriche, poi moderne.

Queste potenzialità ambientali, supportate dal fatto che i siti sono già meta di escursioni geologiche universitarie nazionali, sommate a ciò che la recente storia ha lasciato come piccole ma pur sempre importanti testimonianze del passato, sono state le basi che hanno portato l’attuale Amministrazione Comunale, usufruendo anche dell’opportunità offerta dalla L.R. 31/97 che mette a disposizione operatori qualificati, selezionati per progetti di formazione nella tutela ambientale, di realizzare un sentiero turistico culturale.

L’itinerario, rivolto alla cittadinanza e al settore turistico in genere, è impostato in maniera che possa essere utilizzato inizialmente come percorso pedonabile e ciclabile, e in futuro magari anche per escursioni a cavallo, l’idea prevede di realizzare un tracciato che contempli varie tematiche che partendo dalle realtà naturali e passando per le sporadiche tracce relitte della storia classica, presenti l’odierna calda ed accogliente realtà turistica pedasina, anche in previsione di nuovi concreti e razionali sviluppi sociali auspicabili per il nuovo millennio.

 

ELEMENTI GEOLOGICI E GEOMORFOLOGICI GENERALI

Il territorio comunale di Pedaso ricade nella fascia marginale tecnicamente chiamata Bacino Marchigiano Esterno o Fossa Periadriatica e la geologia Quaternaria dei luoghi è caratterizzata dal diffuso affioramento di depositi ghiaiosi e sabbiosi impostati su materiale pelitico (argilloso) che costituiscono con le sommità panoramiche il termine di chiusura (regressivo) del ciclo sedimentario plio-pleistocenico.

Codesti depositi letti nell’ottica sedimentologica sono rappresentati a grande scala da una formazione sabbioso arenacea in basso al contatto con le argille pleistoceniche, che inglobano presenze fossilifere, e da un orizzonte ghiaioso conglomeratico al tetto, la cui messa in posto è avvenuta in ambiente costiero marino, fluvio deltizio e continentale, con materiali di provenienza appenninica, pricipalmente dalla Formazione della Laga.

Oltre le suddette formazioni affiorano depositi alluvionali di età pleistocenica-olocenica e considerevoli volumi di materiali colluviali, con accumoli di paleo frane ridotte ormai a pochi scogli semisommersi nelle parti in prossimità dell’arenile costiero ora soggetto ad erosione per trasgressione marina, proprio a testimonianza dell’intensa azione ed erosione che ha interessato il sub strato geolocico, nonché per l’abbondante presenza di acquiferi magistralmente ben docomentati anche da foto storiche d’inizio secolo.

La geomorfologia, condizionata inizialmente dall’attività tettonica passata è stata caratterizzata in generale dal netto contrasto tra gli affioramenti, scarsamente diagenizzati, dei terreni sabbiosi e conglomeratici rispetto ai prevalenti depositi alluvionali e colluviali di cui come terrazzamento quaternario non se ne rinvengono molte tracce (tale è la tendenza di tutte le rive destre dei maggiori corsi fluviali delle basse Marche).

I processi esogeni di modellamento ed erosione sono stati condizionati dall’assetto strutturale dell’area che creando punti di debolezza ha permesso poi la facile demolizione, dando vita oggi dopo la naturale e rapida asportazione dei sedimenti, agli attuali pittoreschi paesaggi.

L’azione delle acque meteoriche di infiltrazione, insieme all’azione eolica e subordinatamente all’azione crioclastica, alloclastica e bioclastica operata dal gelo e disgelo, dai sali e dalle radici dei vegetali nonché dalle acque contenute e circolanti nelle discontinuità, sono la causa dei fenomeni di dissesto evidenziati negli abbondanti accumuli detritici rilevabili nei talweg e lungo la falesia attualmente non più lambita dal mare perchè soggetta a sollevamento isostatico e strutturale.

Stimolante dal punto di vista sedimentologico la zona permette in maniera didattica, di capire la storia e le dinamiche della messa in posto degli attuali depositi Pleistocenici ed Olocenici quaternari caratteristici della zona della bassa Marca tutt’oggi ancora poco indagati.

Queste caratteristche geologiche, in sinergia col clima, diventano una palestra ideale per realtà biologiche vegetazionali, come dimostrato dalla lussureggiante macchia mediterranea, messa in pericolo solo dalla bestiale speculazione dell’ “Homo Sapiens Sapiens” .

 

ESCURSIONI

Pedaso è la porta d'ingresso della Valle dell'Aso. Percorrendola, sui crinali a destra e sinistra, si incontrano piccoli paesini di carattere medioevale, che conservano intatte le loro caratteristiche, ricchi di storia e tradizioni, fino ad arrivare alla montagna ed al Parco dei Sibillini.

ASPETTI BOTANICO VEGETATIVI DEL TERRITORIO

Il territorio comunale di Pedaso, posizionato alla destra idrografica del fiume Aso, è ascrivibile , dal punto di vista morfologico, alla collina litoranea marchigiana caratterizzata da fattori positivi sia endogeni che esogeni quali: terreni pianeggianti o a bassa acclività, superfici irrigabili, vicinanza dei mercati di consumo e presenza di un sufficiente sistema infrastrutturale.  
La posizione del territorio comunale, al centro del bacino adriatico, la presenza del monte Serrone, che si protende verso il mare interrompendo la continuità dei litorali sabbiosi tipici della costa adriatica italiana, e la particolare composizione litologica, sono i fattori che maggiormente intervengono nel creare un elevato grado di variabilità ambientale.  
Le specie floristiche che si trovano in natura non sono distribuite in modo casuale, ma rispondono a determinati fattori ecologici che tendono a farle raggruppare in particolari fitocenosi o associazioni vegetali: si tratta, in effetti, di un processo di adattamento e di selezione naturale che il tempo opera su una determinata comunità vegetale in equilibrio con il substrato fisico. Più precisamente il popolamento vegetale riflette le caratteristiche topografiche, climatiche, biologiche, pedologiche ed antropiche di un sito: l’analisi della vegetazione, infatti, permette di risalire alla conoscenza indiretta del substrato sul quale essa cresce ed alla individuazione del tipo di ambiente (più o meno naturale o antropizzato) che ci troviamo di fronte.  

Percorrendo il territorio comunale di Pedaso, nonostante la sua superficie sia di soli 4.5 Kmq, si incontrano aspetti paesaggistici differenti per il tipo di terreno, l’altitudine, l’esposizione e per la presenza di fitocenosi di notevole interesse botanico vegetazionale: alcune legate all’ambito fluviale, altre alla presenza di macchie boscate spontane, ed ancora, sicuramente le più importanti, fitocenosi facenti parte dei lembi superstiti di lecceta. Quest’ultima formazione, tipica della macchia mediterranea e classificata nel Piano Paesistico Ambientale Regionale come emergenza Botanico-Vegetazionale, è rinvenibile sulle pendici della Contrada “La Cupa” e rappresenta le ultime propaggini del versante orografico di destra della Valle dell’Aso. Si tratta di una fascia di bosco molto estesa che dal monte Serrone giunge sino alla prossimità del mare, a ridosso del paese, in cui sono presenti specie vegetali endemiche e rare. La fascia in media è compresa tra 20 ed 80 m di quota, raggiungendo nel punto più elevato 137 m di altezza; si estende per quasi una lunghezza di due Km e le sue pendici, talvolta con pendenza notevole, sono completamente rivolte a Nord–Ovest. Geologicamente il terreno è rappresentato da formazioni plioceniche prevalentemente di tipo sabbioso. Sopra il paese di Pedaso, nel tratto rivolto verso il mare, la vegetazione è costituita da un ampelodesmeto (insieme di piante erbacee proprie della regione mediterranea) con Coronilla valentina spp valentina e con esemplari arborei di Pinus halepensis (Pino d’Aleppo) e di Quercus ilex (Leccio). Spostandosi dal mare verso l’interno della valle dell’Aso, si rinviene un bosco costituito da numerose specie arboree ed arbustive tra cui: Carpinus betulus, Carpinus orientalis, Ulmus minor, Laurus nobilis, Quercus pubescens, Corylus avellana, Ligustrum vulgare; tra le liane: Smilax aspera, Clematis vitalba e Hedera helix. Nella parte più elevata del versante, in piccole radure è presente il Pinus pinaster.  
Dal punto di vista botanico tale area presenta un duplice interesse. In tutto il litorale marchigiano, il bosco “La Cupa”, dopo la lecceta del monte Conero, costituisce la formazione forestale più estesa e meglio conservata. L’altro aspetto interessante è legato alla presenza di Coronilla valentina ssp. valentina, specie rara che si trova nei tratti più degradati caratterizzati da Ampelodesmos mauritanicus.  
Il confine Nord del territorio comunale, solcato dal fiume Aso, è caratterizzato dalla presenza di formazioni ripariali che, come avviene per la maggior parte dei fiumi marchigiani, sono state ridotte ad una ristretta fascia lungo il corso d’acqua a seguito della cospicua spinta antropica.  
Trattandosi del tratto terminale di un fiume, dove generalmente la velocità dell’acqua si riduce, compare stabilmente l’associazione vegetale del canneto. La vegetazione arborea che lo accompagna, pur avendo una sua particolare strutturazione, presenta elementi vegetali costanti in tutto il tratto fluviale e comuni a tutte le zone fluviali della regione, in particolare sono presenti: il Populus nigra ( pioppo nero), il Salix alba (pioppo bianco), ed alcuni esemplari di Quercus pubescens posizionati più distanti dal corso d’acqua dove i caratteri idrofili si attenuano.  
Tali formazioni vegetali, anche se estremamente semplificate, conferiscono connotati eminenti al paesaggio rurale, svolgono un’importante funzione di zona di transizione fra il corpo idrico ed il restante territorio e contribuiscono fortemente alla differenziazione dell’ambiente grazie alla costituzione di nicchie per gli animali; alternanza di luci ed ombre che ne incrementano fortemente la valenza ecologica.  
La collina litoranea marchigiana mostra spesso un panorama formato da un paesaggio agrario caratterizzato prevalentemente da zone coltivate intensivamente, con vegetazione ridotta al minimo e pochi elementi di naturalità o seminaturalità, in quanto solitamente si tratta di terreni sottoposti ad intensa pressione antropica.  
Nel territorio comunale di Pedaso si rileva invece una ricchezza di formazioni vegetali, presenti sotto forma di alberature stradali e poderali (costituite spesso da fitocenosi a dominanza di querce), olivi secolari sparsi e macchie boscate che si qualificano come elementi strutturanti del paesaggio stesso che contribuiscono a definire l’immagine e la qualità. Tali elementi vegetali classificabili come “elementi diffusi del paesaggio agrario” sono stati conservati nel tempo, grazie alla morfologia del territorio pedasino ed alla dimensione poderale contenuta; fattori che non hanno consentito l’intensificazione e la semplificazione degli ordinamenti colturali.  
Tra le colture agrarie rinvenibili, di particolare interesse paesaggistico risultano i vigneti e frutteti presenti che, pur occupando piccole estensioni, rappresentano una testimonianza dell’agricoltura attuale che si sviluppa nel rispetto dell’originaria vocazionalità dei luoghi.


 
I nostri sponsor


Info sito: Risoluzione consigliata 1024 x 768 - Hosting su Web Server Apache